Pasqua

La Pasqua è, assieme al Natale, una delle festività cristiane principali, celebrata in memoria della passione, la morte e la resurrezione di Gesù Cristo. Precedono la Pasqua la Quaresima e la Settimana Santa, e dopo la Domenica di Pasqua segue il tempo pasquale, che finisce a Pentecoste.

La settimana santa
La Domenica delle Palme introduce la celebrazione della Pasqua, seguita dalla Settimana Santa, in cui si celebrano il Giovedì Santo, chiamato “skjærtorsdag” dal norreno “skira” che significa “purificare”, con riferimento alla lavanda dei piedi dei discepoli effettuata da Gesù nonché all’introduzione della Prima Comunione  (nell’Ultima Cena). Segue il Venerdì Santo (“langfredag” ovvero Venerdì Lungo), in ricordo della Crocifissione di Gesù. Le chiese non vengono decorate in questi giorni.

La sera di Pasqua (Påskeaften)
corrisponde al sabato prima di Pasqua, in cui tradizionalmente non si celebrano liturgie;
Si dice che sia il giorno in cui la chiesa si riunisce in lutto accanto alla tomba di Gesù.
I discepoli rimasero in casa, nel timore di essere arrestati. 

La Vigilia di Pasqua
La Vigilia di Pasqua si celebra normalmente a mezzanotte la sera di Pasqua, o tutt’al più dopo il tramonto. La liturgia inizia con l’accensione del cero pasquale, simbolo di Gesù, in quanto «Luce del Mondo». La liturgia si distingue notevolmente dai giorni precedenti; le chiese sono abbellite, i preti indossano i paramenti di festa e i cori cantano l’Allelujah al posto dei salmi dimessi che appartengono alla Quaresima e alla Settimana Santa. Si canta anche Påskelovsangen (exsultet).

Pasqua
La domenica di Pasqua, detta anche primo giorno di Pasqua si continua la celebrazione della resurrezione di Cristo ed è il giorno che spiega tutta le fede cristiana. Per i cristiani, la Pasqua è persino più importante del Natale da un punto di vista religioso. Gesù si sacrifica per noi, muore, e risorge.

Curiosità e tradizioni:
Alla Pasqua si associano i narcisi gialli  (Narcissus pseudonarcissus), detti “gigli di Pasqua” in quanto sbocciano proprio in quel periodo (mentre la variante bianca Narcissus poeticus) fiorisce più in là e difatti si chiama “giglio di Pentecoste”.

Anche i “gåsunger” (piccoli di oca) dei rametti di salice sono tipici del periodo.

Secondo la tradizione, gli uomini non dovevano usare l’ascia o coltello il Giovedì Santo, e le donne non dovevano lavorare a maglia, perché si ritenne che Gesù fu trafitto questo giorno, e i ferri assomigliavano alle lance con cui ciò avvenne.

Se ci si metteva una moneta nella scarpa sinistra la notte del Giovedì Santo, si sarebbe sognato il/la futuro/a sposo/a.

Un’altra usanza consisteva in giovanotti che andavano di fattoria in fattoria per elemosinare un filo del Venerdì Santo dalle giovani donne, fili che poi si appendevano al petto della giacca. Lo scopo era ovviamente raccoglierne di più.
Secondo la Chiesa Cattolica, il Venerdì Santo era giornata di riposo, ma secondo l’antica tradizione norvegese tutti dovevano lavorare duramente e stare in lutto, per cui ci si assumeva le fatiche più dure possibili. Alcuni si misero dei sassolini nelle scarpe per ricordare le sofferenze di Gesù. I bambini dovevano stare in silenzio e non potevano giocare, e tutti, adulti e piccini dovevano indossare vestiti vecchi e lisi.

Era quindi un giorno di passione e dolore, per sé e per gli altri. Un’altra usanza preveda che il primo ad alzarsi picchiasse gli altri con una frusta di rami, e non v’erano ranghi: poteva essere la serva a frustare il padrone e vice versa.

Il digiuno veniva osservato severamente questo giorno, il cibo a base di latte era vietatissimo, anche per i bambini, fino a pomeriggio inoltrato.

Prima si usava alzare la bandiera a mezz’asta il Venerdì Santo, e in cima il giorno di Pasqua.

In tempi antichi si bruciavano candele per quaranta giorni, fino a Pentecoste, per simboleggiare che Gesù si trattenne con i discepoli per 40 giorni dopo la Resurrezione.
Il pane e i prodotto del forno cotti di Venerdì Santo non sarebbero mai ammuffiti secondo la credenza popolare, e le uova depositate non sarebbero diventate marce. Non si dovevano lavare i panni, che non sarebbero comunque diventati puliti.
La sera di Pasqua si accendevano fuochi per scacciare le forze maligne.
Il mattino di Pasqua si saliva sulla montagna più vicina per ammirare l’alba, e tutti constatarono i saltelli gioiosi del sole mentre saliva in cielo, certamente per la gioia della Resurrezione del Salvatore! Si credeva avesse il potere di guarire i malati, di certo aveva dei poteri speciali.

Il primo essere incontrato questa mattina aveva importanza vitale; fosse stato un cavallo, si sarebbe stati forti come uno tutto l’anno, mentre un gatto avrebbe reso pigri, gli uccellini felici. 

Finalmente vestiti puliti.
Dopo la Quaresima, in cui era normale indossare le stesse vesti, finalmente ci si cambiava d’abito alla fine del digiuno. 

La potenza dell’uovo:
Ci si nascondeva uova indosso e gli amici dovevano cercare di darsi botte per trovarle. Essendo giallo il colore di Pasqua, le uova venivano colorate: un consiglio è di bollirle con la buccia di cipolle dorate per ottenere un bel colore giallo!

Chi non mangiava l’uovo il giorno di Pasqua non avrebbe fatto presa con la falce.
Le giovani in cerca di marito potevano mettersi un uovo tra i seni; i ragazzi dovevano cercarlo…

Superstizione:
I contadini interpretarono il tempo meteorologico come segue:
Se la notte della vigilia nonché la notte domenicale seguente v’era gelo, avrebbe gelato per molto tempo ancora. Se avesse piovuto, s’avrebbe avuto una pessima estate.

Molti posarono una scopa di saggina fuori sulla scala il Giovedì Santo, perché era la sera in cui le streghe volarono a Blocksberg, e se non avessero trovato una scopa, avrebbero preso un cavallo, una mucca o una capra al suo posto. Alcuni misero dell’acciaio nel letto e accanto alla porta, nel fienile e nella stalla, e alcuni addirittura smontavano la ruota dell’aratro per non farlo usare dalle streghe. Nel sud della Norvegia (zona abbastanza pietista) era usanza suonare con le campane della chiesa prima dell’alba fino a pochi anni fa, ritenendo che questo avrebbe fatto tornare giù le streghe.

Il giorno di Pasqua il pavimento del fienile doveva essere spazzato, perché vi avrebbe ballato la Vergine Maria.

www.aktivioslo.no/guide/paske/pasketradisjoner
www.sidene.no/paaske/tradisjoner.htm
e no.wikipedia.org/wiki/Påske

Ma l’immagine tipica per la Pasqua in Norvegia è sicuramente questa;

si dice che
i norvegesi nascano già con gli sci ai piedi.
Si va in montagna, si fa sci di fondo, si gioca a Ludo, si leggono libri gialli e si mangiano cioccolatini dall’uovo di cartone!

Il “Påskeegg”, l’uovo di Pasqua, in Norvegia è una vera istituzione.

Vi lascio con una bellissima versione acustica del salmo pasquale per eccellenza; “Påskemorgen slukker sorgen” (“La Pasqua spegne il lutto”).

GOD PÅSKE!

BNJ traduttrice & interprete
www.traduzione-norvegese.it

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