Un raggio di sole

Molti credono che in Norvegia ci siano sei mesi di sole e sei mesi di buio. 😀
Non tengono però conto del fatto che la Norvegia sia estesa quanto l’Italia; è un po’ come paragonare Bolzano a Palermo. 😉

E’ infatti oltre il Circolo Polare Artico che troviamo il ben noto Sole di Mezzanotte, fenomeno che ha una durata variabile a seconda la latitudine. Per convenzione diciamo che è visibile da metà maggio a metà luglio.

Per contro, d’inverno, si ha la Notte polare, i cui effetti vengono però mitigati dalla luce crepuscolare. Ma purtroppo questo periodo prolungato di buio può avere conseguenze pesanti sulla psiche di coloro che già sono affetti da disordini affettivi stagionali, in quanto la mancanza di luce/sole è in grado di causare e/o aggravare la depressione.

Però vi sono anche luoghi al sud dove l’effetto della mancanza di luce si fa sentire.
Oggi dedicheremo la nostra attenzione a Rjukan, 80 chilometri dalla capitale.
Storicamente fu famosa per l’impianto di acqua pesante che fu occupato dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale, di cui è tratto il famoso film Gli eroi di Telemark con Kirk Douglas.
Oggi è una ridente località turistica con ottime possibilità di godersi la natura; la montagna più alta della contea, Gaustatoppen (1883 mslm) offre oltre alla possibilità di sciare e camminare, anche l’arrampicata su ghiaccio.
La sua ubicazione, incastonata in una stretta vallata tra le montagne, fa sì che non venga raggiunta dal sole per ben cinque mesi e passa d’inverno.

La novità: i norvegesi hanno fatto come i piemontesi di Viganella, montando tre specchi eliostati corrispondenti a 100 m² di superficie per catturare i preziosi raggi del sole e direzionarli giù nella vallata:

L’apertura ufficiale è attesa per il 31 ottobre. Intanto… buon sole d’autunno!
ULTIMISSIME: L’inaugurazione è stata anticipata al 30 ottobre, a causa delle condizioni meteo ottimali!

Ed ecco a voi anche una guida a Rjukan in inglese.

Fonti:
Wikipedia
VG
Il Messaggero

BNJ traduttrice & interprete
www.traduzione-norvegese.it

Supplizio (supplì).

Notoriamente una schiappa in cucina,
stasera mi sono azzardata, per la prima volta, a fare i supplì. Al telefono, ovviamente. Diciamo che all’Obitorio di Trastevere me li avrebbero tirati dietro, per la scarsa bellezza, ma la mozzarella filava al punto giusto e il sapore era più che buono!

Supplì

Cheerio, Lage

Cheerio, bye bye, Lage, 😉
l’altra metà dei Monroes, Eivind, già se n’era andato a marzo di quest’anno,
io ti ringrazio del ballo allo Stravinsky una notte di primavera dell’86
e ti auguro buon viaggio.

In verità non avevo proprio l’età legale per entrare allo Stravinsky, il club più in voga a Oslo quando aprì i battenti, ma Olle, uno dei proprietari, era tra i migliori amici di mio fratello e così mi regalò la VIP-card, che custodisco ancora gelosamente nella mia cassetta di latta dove tengo i “tesori” della mia gioventù 😀 e confesso che oltrepassare la fila luuunga sul marciapiede mi faceva fluttuare; mica lo poteva fare chicchessia! 🙂 Il patto era che non dovevo toccare gli alcolici, altrimenti ci sarebbero stati guai con le forze dell’ordine in caso di controlli. Quindi arrivavo sobria e me ne andavo via altrettanto sobria; probabilmente ero l’unica che non si stordiva se non con la musica a palla (abitudine che conservo tutt’oggi, specialmente in macchina). Era un po’ come avere almeno dieci fratelli maggiori che mi tenevano d’occhio; il lato positivo è che mi sono sempre tenuta lontana dai guai ❗
“Glede og hygge”, Lage. RIP.

Ci si prospetta un weekend…

di passione!

Tra poco inizia la partita. Roma-Napoli. Un terzo degli abitanti di questo quartiere son romani, un altro terzo napoletani… (e l’ultimo è composto da pugliesi/calabresi inframmezzati da qualche infiltrato del nord come la sottoscritta) 😉

Il nanetto ha messo la febbre; si salta a piè pari il compleanno dell’amichetto a Gommolandia domani, ma anche la gita a Roccagiovine (Vicovaro-Mandela, nei pressi di Tivoli) dove domenica c’è la sagra delle castagne) “zompa”. 😕
RoccaGiovine2013
Andateci: paese carino, un bel castello (dove abbiamo fatto il ricevimento di nozze ♥,
ci avevo già festeggiato il mio 25° compleanno) 🙂
(Non posso dire che il mio uomo non mi tratta come una principessa!)

Tante coccole e succhi di frutta!

Michael, oh Michael

Bene, il blog è mio?
Allora qui lo dico, anzi lo scrivo, e non lo nego:

♥ Ma quant’è bello Michael! ♥ Ma che bella voce ha Michael! ♥
Non mi capacito davvero di come tutte le donne del mondo non siano pazzamente innamorate di lui! Oh, tutto sommato meglio così, questo aumenta drasticamente
le mie chance 😀 ahahaha! Se solo potessi mettere le mani (e non intendo solo metaforicamente!) sul Michael di 25/30 anni fa…

Però, tornando seria; una voce così, diciamocelo, “strappamutande”,
unita a quegli occhi chiari, quello sguardo timido, beh, come non emozionarsi? 😳

If we could dream our lives away
That would be just fine
Without the cares and fears
that prey on everybody’s mind

Tryin’ to get back to a memory
Tryin’ to put the flame back in our hearts
As we look back and we see the past
Like it never was

‘cause it’s no such luck
There ain’t no such thing
Can’t blame the stars or fever of spring
No such luck
There ain’t no such thing
Something’s always goin’ wrong

You know that things are bound to change
As time keeps moving on
Wishing things would stay the same
Is [nonsense] all along

We’re just one step ahead of the heartaches
Tryin’ to disguise how they take their toll
Just when you think that you got it down
Then you lose control

Un treno…

Io sui treni, ci sono cresciuta.
Grazie ai miei genitori, a nemmeno un anno avevo già visitato buona parte dell’Europa
e ovviamente percorso in lungo e largo l’amata madrepatria.

Questa canzone mi è particolarmente cara,
ad ascoltare il testo sembrerebbe piuttosto cupa,
ma il ritmo, le note e la voce un po’ fumosa di Marc Cohn portano invece con sé
una speranza che finisce per mettermi addosso una sensazione di dolce speranza
e languido benessere.


Now baby’s got that bottle filled up with lightning and rain

Lo so che a questo punto vi è venuto in mente il suo grande hit Walking in Memphis
e che la vorreste sentire (e vedere); chi sono io per non accontentarvi? 😉


ma dovete sapere che il riferimento dei “Blue Suede Shoes” non è affatto per Elvis, bensì Carl Perkins [Fonte: Wikipedia].

e una versione molto “particolare” con Cher, bisogna riconoscere che la canzone è molto adatta al suo registro e timbro di voce!: