La Bersagliera

La battuta di Tiziano ai compagni di scuola era “Scommetto che hai qualcosa di mio in tasca, col mio nome sopra” 🙂  Ecco cosa avevano di solito… (e lui “vinceva”) 😀
200lfLa moneta da duecento lire riportava infatti l’effige della nonna paterna del consorte, il cui zio, Mario, faceva l’incisore alla Zecca di Stato.
Anita, detta “la Bersagliera” 😀 e non vi dico altro!

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Cyber-cinetica

Mah. Bah. A me non sembra poi un’idea così grandiosa, ma sarà perché io mi muovo un sacco anche quando sto ferma, gesticolo persino quando parlo al telefono e il mio interlocutore non mi vede! 😀

Insomma, i ricercatori norvegesi della Sintef stanno studiando come inviare delle istruzioni a un iPad col solo uso delle mani, ma senza toccare lo schermo: la cosiddetta tecnologia touch-free.
Beh, in effetti, a pensarci bene, qualche utilità tale funzione la potrebbe anche avere: magari hai visto la ricetta di un dolce on-line, ma mentre lo stai facendo, non ti ricordi più quanta farina ci andasse (m’è capitato! e ho imbrattato il povero tablet con le mani sporche 😮 e non vi dico per pulirlo). Ok, in quel caso un vantaggio ce lo vedrei!

Pare che la stiano peraltro studiando come un’integrazione del touch screen e non come una sostituzione. Il lavoro si basa sull’uso degli ultrasuoni, il che permetterà di sfruttare tutta la grandezza dello schermo, a differenza di quanto avviene per i raggi a infrarossi. I ricercatori hanno già raggiunto il primo obiettivo di poter scorrere le pagine (lo scrolling), ora stanno cercando di capire come poter selezionare e spostare gli oggetti.

Grazie ad Alice De Carli Enrico per l’attento proof reading!

Perielio

😦 …purtroppo su Roma piove stasera…
Alle 19.24: il perielio della cometa Ison, che è sempre più vicina al Sole.
Attualmente è distante poco più di 33 milioni di chilometri, che nello spazio è una distanza infinitamente piccola se si considera la vastità dell’Universo.
La Ison viaggia a 80.000 chilometri al secondo e si trova nel cielo nei pressi della costellazione della Libra. Dalla Terra è distante circa 133 milioni di chilometri invece.
Domattina l’orario migliore per vederla è alle 07.10.59 (sic!) sotto al Grande Carro, sabato alle 06.52.39, domenica ore 06.37.59.

ISON_Nov22

Fisica e lirica.

Dal liceo in poi, ho sempre sospettato che i matematici e i fisici non abbiano tutte le loro cose al posto giusto, e questa spassosissima versione di Bohemian Gravity me lo conferma in larga parte. Mi fa venire in mente il mio professore di matematica e informatica alle superiori; Hans Bie Lorentzen.
Figlio di un professore e dell’umanista Henriette, importante figura della Resistenza, fondatrice della scuola di Nansen e valente accademica, alla quale spettò un triste primato: fu la prima donna incinta a essere torturata dai tedeschi mentre era prigioniera in un campo di concentramento in Germania.
Ma, come il mio solito, divago. 🙂 Dicevo, il mio prof., detto solo Bie (che, per inciso, tradotto vuol dire “ape”), all’apparenza noioso come si conviene a un prof. di matematica nato in una fredda giornata di gennaio (11.01.1942, in piena II guerra mondiale), aveva invece il raro dono di saper includere tutti gli alunni nell’insegnamento, anche quelli somari (in matematica) come la vostra umile sottoscritta. Ha vinto dei premi per le sue competenze come insegnante ed ha fatto parte della commissione del premio scolastico “gara di Abel” (l’equivalente del nostrano “Kangourou“) per ben 15 anni, ma soprattutto gode ancora dell’affetto e la stima dei suoi (vecchi) studenti! In oltre quarant’anni di onorata carriera, credo non abbia mai gettato la spugna.

Ecco un aneddoto, per spiegarvi il tipo:
Ora di matematica. Bie entra in classe. All’improvviso si accascia a terra e si contorce mentre grida “Muoio, muoio“.
Confusi e spaventati lo guardiamo finché qualcuno non ritrova la favella e gli chiede cos’è che non va, e Bie risponde – mentre continua a contorcersi a terra:
Sono allergico ai banchi messi in disordine.
Sistemiamo quindi i banchi in file rette e ben ordinate, il prof. si alza come se niente fosse e dà via alla lezione… 😀

Tornando ai fisici, altra categoria di gente, come dire, particolare,
in rete ho anche trovato questo simpaticissimo Dr. Quinton Quark che spiega la fisica ai bambini delle materne ed elementari; the Notion of Motion.
Chissà che non sia la volta buona che ne capisca i concetti basilari pure io?

E per restare in tema, domani conto di comprare un paio di libri, tra cui l’ultimo della trilogia di Stephen Hawking e figlia, ma un caro amico mi ha appioppato due tomi, di cui un suo manoscritto che… non vedo l’ora di posarvicisi gli occhi!
Farò “anghingò“, ma propendo per il lavoro di editor [mode cattivissima ON]. :mrgreen:

E sulle ardue scelte, si esprime decisamente meglio di me, complice anche lo scrivere in dialetto, l’eminente poeta lirico norvegese Einar Skjæraasen:

Hokken ska’n blonke tel                           A chi strizzare l’occhio?
A Kirsti er lys som e selje,                            La Kirsti è chiara come un salice,
A Kari er mørk som e gran.                          La Kari è scura come un abete.
A Kari vil helst vera heme,                            La Kari preferisce stare a casa,
A Kirsti er alle stan.                                       La Kirsti è in ogni dove.

A Kirsti er livat i leken                                   La Kirsti è giochellerona
og le’ugst og lettest på tå.                            allegra e col pie’ più leggero.
A Kari sit inne ved rokken                            La Kari siede dentro. all’arcolaio
og tvinner den mjuke tråd.                            e fila la lana morbida.

A Kirsti er kvek som en mårrå.                    La Kirsti è agile come il mattino.
A Kari er blyg som en kveld.                        La Kari è timida come la sera.
og je, je er gla i dem båe.                             E io, io voglio bene a entrambe.
– Men hokken ska’n godblonke tel.              – Ma a chi fare l’occhiolino?

Einar Skjæraasen (Bumerke, 1966) [Traduzione frettolosa di Berit Ness Johnsen].

Alessandro, Santo e Magno

Oggi è l’onomastico del cucciolo di casa; Alessandro. ♥
In verità, di Santi che portano questo nome, ce ne sono fin troppi;
ci sarebbe l’imbarazzo della scelta! 😉

AlessandroMagnoMonetaMa forse più di ogni altra cosa, pronunciando questo bellissimo nome, il secondo in Italia per diffusione (dopo Francesco), viene in mente il fiero condottiero e re macedone Alessandro il Grande anche noto come Alessandro il Conquistatore.

AlessandroMagnoSculturaProfilo AlessandroMagnoSculturaIntera

Grazie alle sue abilità da stratega creò un immenso impero; partendo dalla Macedonia e dalla Grecia, giunse ad abbracciare l’Egitto in Africa e in Asia fino al fiume Indo: si crearono nuovi legami tra i popoli soggetti e si intensificarono i contatti tra culture e civiltà diverse, estendendo enormemente l’influenza della civiltà greca.

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Alessandro il Macedone ebbe la fortuna e l’onore di studiare sotto Aristotele.
Come molte altre figure storiche (Gesù, San Lorenzo, anche Alessandro Magno morì a soli 33 anni).

Anche Alessandro nostro è detto Magno: “Magno, avoja se magno!” ♥

Fonti:
Treccani
Wikipedia

AlessandroMagnoMoneteOro

10 agosto; Larsok

san-lorenzo
Uno dei Santi più famosi in Italia è San Lorenzo,
che si festeggia dal 354 d.C.
Anche in Norvegia ricorre Larsok il 10 di agosto,
e con riferimento alle stelle cadenti,
si parla delle lacrime di San Lorenzo.
In passato era una festa molto importante per i contadini;
si traevano auspici per l’anno a venire.

L’antico calendario norvegese (diffuso anche in Danimarca, meno in Svezia) era una stecca in legno, un calendario perpetuo, il primstav, il cui nome origina dal latino prima (con riferimento al numero aureo) e primatia lunee, nonché dal norreno prim, luna nuova, su cui erano incisi dei simboli relativi alle varie ricorrenze.

PrimstavenLarsok

Il segno distintivo per San Lorenzo è naturalmente la graticola;
la leggenda narra che Papa Sesto II fu catturato dalle guardie dell’Imperatore Valeriano, mentre al suo arcidiacono Lorenzo fu concesso tre giorni per raccogliere il tesoro della Chiesa, reclamato dal Cesare.
Trascorse quindi il tempo concessogli a dividere i beni della Chiesa tra i poveri,
e allo scadere si presentò dall’Imperatore con migliaia di lebbrosi, ciechi e malati, poveri, vedove, orfani e anziani, e disse: “Eccovi il tesoro della Chiesa!”
L’Imperatore si infuriò, e decise che il giovane (33 anni) avrebbe avuto una morte lenta e dolorosa; lo fece stendere appunto su una graticola dove venne cotto a fuoco lento. Si dice che San Lorenzo si rivolse ai suoi aguzzini con facezia:
“Sono cotto da questa parte, girami dall’altra e poi mangiami”

Felice di essere stato trovato degno alla gioia eterna,
San Lorenzo ringraziò Dio, pregò per la conversione di Roma e morì.

Le stelle cadenti

Dal 10 agosto circa la Terra attraversa lo sciame meteorico delle Perseidi, ed essendovi bel tempo, risultano facilmente visibili (un centinaio di scie luminose osservabili ad occhio nudo ogni ora).

Celebre la poesia di Giovanni Pascoli, che interpreta la pioggia di stelle cadenti come lacrime celesti, intitolata appunto, dal giorno dedicato al santo, X agosto:

«San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla…»


Chi meglio di lui a cantervela? Jovanotti!

Auguri a tutti i Lorenzi, in special modo al mio!!! ♥ ♥ ♥

Fonti: Wikipedia,
Primstaven: St. Laurentius’ tårer og Larsok
Larsmesse, Lavransvake eller Larsok