23 giugno.

Sono già due anni che non ci sei.
Cioè, tu ci sei sempre, nei miei pensieri,
sei con me ogi mattina quando apro Mahjong su Facebook e tolgo lo spunto accanto al tuo nome prima di mandare i venti secondi di regalo, lo so che ti urterebbe riceverli, mica la morte ti avrà cambiata in questo, no?
Ogni volta che lo faccio, sento come se ti stessi facendo una carezza sulla guancia e penso a te, penso a Sara e come sarà la sua giornata e cambio direzione, altrimenti crollo.
Susanne, mi manchi ogni giorno, ma questo lo sai già. ♥

Susanne

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Susanne

Da oggi, il Cielo ha accolto un altro angelo.

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Susanne, min älsklingsfia,19 anni assieme.

Il dizionario fraseologico dei nostri ex-professori SSIT che ci fece conoscere.
Le serate da Nino al Jonathans Angels a Piazza Navona.
I traslochi in giro per Monteverde.
Le telefonate chilometriche – anche dopo aver trascorso tutta la giornata assieme. 😉
Al mare m’hai soffiato il fidanzatino di anni 3 e mesi 9, che come t’ha vista, m’ha mollata in tre secondi netti! 😀 e come biasimarlo, d’altronde!
I giri dal vivaio, in due su uno sgangheratissimo motorino, stracariche di piante!

La società costruita faticosamente assieme.
L’amicizia profonda con Mette. ♥

Mentre stavo partorendo il mio primogenito tu eri nella sala d’attesa,
poi tua figlia è nata pochi mesi prima del mio secondo,
e non saprei chi di noi rimase più sorpresa di queste gravidanze 😮

Ci si incontrava più di rado negli ultimi anni,
a qualche congresso o a qualche festa,
le telefonate in cui chiacchieravamo come se ci fossimo viste il giorno prima, lo scambio continuo di riflessioni, esperienze,
mi chiedevi aiuto col software del computer.
Dopo la tua malattia mi facevi la paternale sull’alimentazione,
e grazie al tuo esempio e prima di te, quello di Mette,
ho smesso di fumare,
e tu, che per me eri una sorella maggiore,
e io che per te ero una mamma,
poi svanisci?
T’ho sentita più volte il mese scorso, a fine maggio eri pimpante, quando ancora non sapevi che il male stavolta non ti avrebbe lasciato né tempo né scampo. 😦
E ti telefono ai primi di giugno, solo per sentirmi dire che non puoi venire al telefono…

Il venti giugno. Il tuo compleanno. A pensarti. Come i giorni prima, come i giorni dopo.
Gli ultimi giorni della tua vita qui passati dormendo, sopita dai farmaci.
Mentre ti avrei voluta abbracciare un’ultima volta,
dirti grazie di essere stata così importante e immensamente speciale per me.

Ti lascio con la canzone che più di ogni altra mi fa pensare a te.


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Be the moon to shine on my path.
Anggun; Snow on the Sahara

Proteggi Sara dall’alto.

Da oggi, in Cielo c’è un altro angelo.

Tua Berit

♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥

Only tell me that you still want me here
When you wander off out there

I’ll forget the days gone by
I’ll protect your body and guard your soul

If your hopes scatter like the dust across your track
I’ll be the moon that shines on your path
The sun may blind our eyes, I’ll pray the skies above
for snow to fall on the Sahara
If that’s the only place where you can leave your doubts
I’ll hold you up and be your way out
And if we burn away, I’ll pray the skies above for snow to fall on the Sahara

Just a wish and I will cover your shoulders
With veils of silk and gold
When the shadows come and darken your heart
Leaving you with regrets so cold
If that’s the only place where you can leave your doubts
I’ll hold you up and be your way out